English abstract: In order to install Adobe AIR, download it from the official site, open the terminal, go to the folder where you saved the file, make it executable with ‘chmod +x AdobeAIRInstaller.bin’ (no quotes) and execute it ‘sudo ./AdobeAIRInstaller.bin’. This will open a new window: follow the instructions and you’ve done.

Wikipedia ci dice che Adobe AIR è «un ambiente di sviluppo multipiattaforma per applicazioni internet che usano Adobe Flash, Adobe Flex, HTML, o AJAX, che possono essere utilizzate come applicazioni desktop.»

È stato lanciato da un annetto e le applicazioni che lo utilizzano si fanno sempre più numerose. Io l’ho appena installato, e pertanto appunto qui la procedura.

Scarichiamo Adobe AIR dal sito ufficiale (in questo esempio lo salverò nella cartella ~/Scrivania). Fatto questo, apriamo il terminale e andiamo nella cartella dove abbiamo salvato il file:

cd ~/Scrivania

Rendiamo il file eseguibile:

chmod +x AdobeAIRInstaller.bin

E lanciamolo:

sudo ./AdobeAIRInstaller.bin

Si aprirà una nuova finestra: accettiamo le condizioni e aspettiamo che finisca l’installazione. Facile, no? 🙂

Esiste un’alternativa ad utilizzare il costosissimo Adobe Acrobat (la versione Standard costa 418,80 euro, la Pro 670,80, stando ai dati disponibili sul sito ufficiale) per modificare o unire file PDF? Sì, ed è anche gratis! (oltre ad essere, ovviamente, software libero).

Si chiama PDFedit e svolge le stesse funzioni di CutePDF, spendendo “solamente” 50 dollari in meno. 😀

Il programmino, come avete già intuito, permette d’inserire pagine di altri documenti PDF in un file già esistente e di fare molte altre cose: aggiungere, rimuovere o spostare il testo, evidenziarlo, modificare font e colore o addirittura estrarlo completamente dal foglio. È inoltre possibile ruotare le pagine (di 90° in senso orario o antiorario), disegnare linee o rettangoli e salvare porzioni di file o l’intero documento come immagine in vari formati (tra cui png, jpeg e bitmap).

Purtroppo il software è alla versione 0.4.1 e non disponibile in italiano (al momento in cui scrivo le traduzioni sono presenti, oltre per l’inglese, per il tedesco, lo spagnolo e il russo). La grafica, sebbene usi le Qt, si presenta confusionaria e poco attraente, ma basta comprendere il significato delle icone (personalizzabili con un set proprio, ad esempio quelle Tango) e dei menù per utilizzarlo agevolmente.

È disponibile il pacchetto sia per Debian che per Ubuntu.