English abstract: In order to install Adobe AIR, download it from the official site, open the terminal, go to the folder where you saved the file, make it executable with ‘chmod +x AdobeAIRInstaller.bin’ (no quotes) and execute it ‘sudo ./AdobeAIRInstaller.bin’. This will open a new window: follow the instructions and you’ve done.

Wikipedia ci dice che Adobe AIR è «un ambiente di sviluppo multipiattaforma per applicazioni internet che usano Adobe Flash, Adobe Flex, HTML, o AJAX, che possono essere utilizzate come applicazioni desktop.»

È stato lanciato da un annetto e le applicazioni che lo utilizzano si fanno sempre più numerose. Io l’ho appena installato, e pertanto appunto qui la procedura.

Scarichiamo Adobe AIR dal sito ufficiale (in questo esempio lo salverò nella cartella ~/Scrivania). Fatto questo, apriamo il terminale e andiamo nella cartella dove abbiamo salvato il file:

cd ~/Scrivania

Rendiamo il file eseguibile:

chmod +x AdobeAIRInstaller.bin

E lanciamolo:

sudo ./AdobeAIRInstaller.bin

Si aprirà una nuova finestra: accettiamo le condizioni e aspettiamo che finisca l’installazione. Facile, no? 🙂

English abstract: to enable your internet connection on Microsoft Windows emulated by qemu, start it typing “qemu -hda sistema.qcow -localtime -boot c -net nic -net user” (no quotes) in a terminal, where “sistema.qcow” is the name of YOUR file .qcow as typed during the installation of Microsoft Windows.

Un breve passaggio per appuntarmi una cosa. Ho installato sul mio Kubuntu una versione virtuale di Microsoft Windows XP con qemu (il disco fisso che l’ospitava mi ha definitivamente lasciato). Il problema è che lanciandolo non riuscivo a far partire la connessione ad internet.

Ho risolto con il comando da dare nel terminale

qemu -hda sistema.qcow -localtime -boot c -net nic -net user

Ricordo a chi utilizzasse questa informazione di sostituire “sistema.qcow” con il nome (ed il percorso) che ha inserito durante l’installazione del sistema operativo.

Oggi ho scoperto Dropbox. Si tratta di un servizio di storage e condivisione file che permette di trasferire i propri documenti, immagini e quant’altro in una cartella “virtuale”, accessibile da qualunque altro computer (previo inserimento della password). Per una presentazione più accurata, vi rimando da .mau., che mi ha fatto scoprire questo servizio.

Dropbox è disponibile per Windows, Mac e Linux, quindi sarà possibile trasferire facilmente i propri file, per esempio, dal pc di casa a quello dell’ufficio, senza usare dischi o chiavi USB.

Ma c’è un ma: su Kubuntu non funziona. Dropbox, infatti, utilizza Nautilus, che non è tanto facile a usarsi su KDE. Infatti dopo l’installazione con il pacchetto .deb messo a disposizione sul sito non sono riuscito a farlo funzionare.

Dopo qualche smanettamento ho trovato un metodo per installarlo anche sul mio Kubuntu:

  1. Scarica i binari di Dropbox da questo indirizzo (attenzione alla versione);
  2. Scompatta i file nella cartella ~/.dropbox-dist
  3. Per avviare Dropbox, aprite il terminale e date il comando
    ~/.dropbox-dist/dropboxd

A quel punto si aprirà l’interfaccia grafica: la prima volta dovrete inserire email e password per iscrivervi al servizio. Una volta terminata l’operazione si aprirà la vostra cartella Dropbox, dove potrete cominciare a salvare i vostri file. Accanto all’orologio, in basso a destra, apparirà l’icona dello scatolone azzurro di Dropbox.

Ogni volta che vorrete utilizzare il programma, non dovrete far altro che dare il comando di cui al punto 3 nel terminale. Se invece volete che Dropbox si avvii all’accensione del computer, date il seguente comando (sempre nel terminale):

ln -s ~/.dropbox.dist/dropboxd ~/.kde/Autostart/dropboxd

SopCast è un popolare programma che serve per visualizzare flussi audio e video condivisi tramite il sistema del P2P. Insomma, è una televisione P2P. Disclaimer: non so per cosa vogliate usarlo, ma attenzione a non usarlo in modo illegale, ovvero per infrangere il diritto d’autore e cose simili.  Io vi ho avvisati.

SopCast è multipiattaforma, quindi comprende anche Linux; le istruzioni presenti sul sito internet ufficiale, però, sono una gran rottura di scatole.

Innanzitutto, io consiglio di aggiungere i repo di Medibuntu per soddisfare eventuali requisiti di VLC, attraverso i seguenti comandi da dare nel terminale:

sudo wget http://www.medibuntu.org/sources.list.d/intrepid.list --output-document=/etc/apt/sources.list.d/medibuntu.list

Il seguente comando serve per l’autenticazione:

sudo apt-get update && sudo apt-get install medibuntu-keyring && sudo apt-get update

Adesso passiamo all’installazione di SopCast: andiamo su questo sito e scarichiamo i pacchetti che ci interessano (sono nella colonna di destra). Sono due e sono sp-auth_3.0.1 e sopcast-player_0.2.0. Attenzione a scegliere quello giusto per la nostra architettura (nella maggior parte dei casi è i386).

Una volta scaricati, basterà cliccarvi su due volte per installarli (prima sp-auth, poi sopcast-player).

Finito! Facile, no?

Per avviarlo, qui su Kubuntu, basta cercare fra le applicazioni Internet del menu K (la sua icona è una televisione con schermo azzurro con le antenne come quella de i Simpson).

Adesso dobbiamo dire a Firefox di aprire i link sop (quelli delle trasmissioni): nella barra degli indirizzi scriviamo

about:config

e clicchiamo (o premiamo il tasto) Invio. Quindi diciamo a Firefox che faremo attenzione, quindi clicchiamo con il tasto destro del mouse nella pagina. Selezioniamo Nuovo e poi Stringa. Come nome della stringa diamo:

network.protocol-handler.app.sop

E clicchiamo su Ok. Dopodiché come valore della stringa inseriamo:

/usr/bin/sopcast-player.py

Adesso basterà cliccare sul link sop nel nostro browser per vedere il nostro programma su SopCast.

Se non funziona, copiamo l’indirizzo sop, andiamo su SopCast, clicchiamo su File, poi su Apri e incolliamo il nostro indirizzo.

Microsoft Word 5.5 su DOSBox

Microsoft Word 5.5 su DOSBox

DOSBox è uno dei tanti emulatori liberi disponibili per Linux. Il suo scopo è simulare alla perfezione un ambiente MS-DOS. In genere viene usato dagli appassionati di retrogame per avviare videogiochi datati come Wolfenstein 3D (1992), ma anche per fare un divertente tuffo nel passato, sfruttando i programmi nascosti nei nostri floppy.

Ad esempio, è possibile sfruttare le sue potenzialità per avviare programmi un po’ più complessi, come ad esempio un word processor interamente testuale. Parlo appunto di Word 5.5, il famoso editor di testi della Microsoft, adesso disponibile gratuitamente, in lingua inglese, a questo indirizzo.

Per installare DOSBox su ambiente Ubuntu o Debian basta semplicemente installare il pacchetto dosbox tramite apt-get, aptitude o Synaptic.

Avviarlo è semplice, ma sprecherò qualche parola sul suo utilizzo (per maggiori informazioni basta digitare INTRO o HELP nella schermata del programma). All’avvio il sistema si avvierà nel disco Z:, contenente i file necessari per DOSBox. I comandi sono identici a quelli del DOS 7 (come cd o dir). Una funzione particolare è il “mount”. La sintassi per usare una cartella di Linux come drive è:

mount [DRIVE] [CARTELLA]

Un esempio può essere “mount C /home/utente/drive_c/” o semplicemente “mount C ~utente/drive_c/“.

Prima di tutto montiamo la cartella in cui è stato salvato l’eseguibile, che nell’esempio si chiamerà Download, nel disco D:

mount D ~utente/Download/

Per verificare entriamo nel drive D (digitando “D:“) e verifichiamo che il file sia presente (nell’esempio ho inserito il nome del disco nel prompt, come avviene in DOSBox):

Z:\> D:
D:\> dir

In questa cartella bisogna adesso digitare il nome dell’eseguibile, nel nostro caso WD55_BEN.EXE (il nome del file non è case-sensitive). L’eseguibile scompatterà una serie di file nella cartella, ogni tanto chiedendo se sovrascrivere o no determinati file (potete dare sempre y o sempre n, il risultato sarà identico).

Una volta finito il processo nella cartella sarà presente un file SETUP.EXE. Avviate anche questo da DOSBox come nel caso precedente. Adesso inizia la vera e propria installazione. Verificate prima di aver montato un drive C (o altra lettera a vostro piacimento) diverso da D e da Z.

Premete Invio un paio di volte e il programma vi chiederà dove installare Word. Selezionate “Set up hard disk” e successivamente “Install a new version of Word”. Scegliete il drive (se avete usato le lettere C, D e Z, verrà automaticamente evidenziata la prima voce) e la cartella d’installazione (default: WORD).

Dopo di che rispondete alle domande sulla nazione e sul tipo di tastiera. Alle domande sul display, sul mouse e sull’aggiornamento del file di sistema potete premere semplicemente invio. Copierà qualche file in più ma almeno avrete la certezza che funzioni.

Potete anche installare dei driver per la stampante: personalmente non li ho provati, ma consiglio di usare altri sistemi per salvare i file generati da Word :D. È presente inoltre un correttore ortografico e un dizionario sinonimi-contrari.

Se pensate di avere problemi ad apprendere l’uso di questo particolare word processor installate anche le “Learning Word lessons”. Alla fine chiederà se volete configurare Word. Potete benissimo selezionare la seconda opzione perché le domande poste sono oramai obsolete (ad esempio vi chiede di installare o meno una nuova funzionalità non presente in Word 5.0; seguiranno semplici test del monitor).

Alla fine apparirà la schermata “Microsoft Word has been successfully installed”. Una volta premuto invio tornerà al prompt, direttamente nella cartella in cui avete installato il software. Digitate WORD.EXE per godere il frutto della vostra fatica ;-).

In caso di dubbi sul funzionamento rifarsi al menu del programma Help (situato in alto a destra) in cui saranno presenti, se installate, anche le lezioni.

(l’idea di questo tutorial deriva dal libro “Ubuntu Kung Fu: Tips, Tricks, Hints, and Hacks“)

WICD è certamente fra le migliori alternative a [K]NetworkManager, ovvero il gestore delle connessioni via cavo o wireless predefinito per [K]ubuntu, l’indispensabile programma per connettersi alla rete via router.

Tuttavia, uno dei problemi che mi capita di affrontare ogni volta che installo Kubuntu su un computer è quello di installare WICD quando non abbiamo una connessione diretta a internet, in altre parole se il nostro pc, per un motivo o per un altro, non riesce a connettersi alla rete.

NetworkManager ha infatti grossi difetti: è difficile da configurare e poco intuitivo, soprattutto se usiamo IP statici. Questo ci lascia, nella maggior parte dei casi, senza connessione a internet. WICD, inoltre, rispetto a NetworkManager, risulta molto più facile da configurare e gestisce meglio sia gli IP statici che la cifratura WPA (il che ci rende molto più sicuri).

In questo articolo, quindi, vedremo come installare questo programma con e senza una connessione diretta ad internet.

Cominciamo dal caso (più interessante) in cui non abbiamo l’accesso alla rete. Abbiamo bisogno di farci “prestare” un pc connesso a internet.

Il sito ufficiale segnala che non ci sono dipendenze insoddisfatte per i sistemi GNOME (come Ubuntu, appunto), e dovrebbe quindi essere sufficiente scaricare WICD da questo indirizzo

Se invece usiamo Kubuntu (come il sottoscritto), invece, c’è bisogno di installare anche altri pacchetti dai quali WICD dipende. Questi pacchetti necessari (in ordine di installazione) sono:

  • libglade2-0
  • python-cairo
  • python-numeric
  • python-glade2
  • python-gtk2

Questi pacchetti .deb possono essere scaricati da questo sito. Non inserisco i link diretti non per pigrizia, quanto perché le versioni dei pacchetti diventano presto obsolete.

Una volta scaricati questi pacchetti e trasferiti sul nostro pc, essi possono essere facilmente installati facendo doppio click su di essi. L’ordine in cui vanno installati dovrebbe essere quello precedente, ma poiché vado a memoria non garantisco l’esattezza. In ogni caso, il sistema vi avviserà con una bella scritta rossa (e voi magari avviserete me dell’errore, così da correggere il tutorial).

Prima di installare WICD, però, sarà necessario rimuovere NetworkManager, con il seguente comando:

sudo apt-get remove network-manager

Una volta fatte tutte queste operazioni (sembra difficile, ma in realtà non lo è), troveremo WICD fra le applicazioni internet. In alternativa possiamo avviarlo premendo Alt+F2 e inserendo il comando:

wicd-client

Ubuntu caricherà WICD all’avvio in modo automatico. Se, invece, il nostro Kubuntu non fa lo stesso, basterà aprire il terminale e dare il seguente comando:

kdesu kate ~/.kde/Autostart/tray.py.desktop

Si aprirà Kate, il blocco note di Kubuntu. Inseriamo il seguente testo:

[Desktop Entry]
Comment=wicd tray
Comment[en_GB]=wicd tray
Encoding=UTF-8
Exec=wicd-client
GenericName=wicd tray
GenericName[en_GB]=wicd tray
Icon=exec
MimeType=
Name=wicd tray
Name[en_GB]=wicd tray
Path=
StartupNotify=false
Terminal=false
TerminalOptions=
Type=Application
X-DCOP-ServiceType=
X-KDE-SubstituteUID=false
X-KDE-Username=

Salviamo e chiudiamo.

Concludiamo con il caso meno interessante in cui il pc è connesso a internet. Bisogna innanzitutto aggiungere una riga ai repository. Apriamo il terminale e diamo il comando (se usate Ubuntu sostituite ‘kate’ con ‘gedit’):

sudo kate /etc/apt/source.list

Si aprirà il nostro blocco note. Aggiungiamo in fondo alla lista la seguente riga:

deb http://apt.wicd.net intrepid extras

Salviamo e chiudiamo. Poi, sempre nel terminale, diamo i comandi:

sudo apt-get update

sudo apt-get install wicd

E il gioco è fatto!

Fra i moltissimi giochi che il mondo open offre, merita una particolare menzione SuperTuxKart.

Si tratta di un gioco automobilistico, o meglio, di kart: dobbiamo guidare vari personaggi attraverso molte piste e gran premi, con un unico obiettivo, vincere con qualunque mezzo (poi capirete perché).

Pur essendo “ancora” alla versione 0.5, questo gioco rivela una maturità che definire impressionante è riduttivo. Come potete vedere negli screenshot al termine di questo articolo, il gioco offre una grafica stupenda e ben curata, ma anche molto fantasiosa. Guidare le auto è semplicissimo (la manovrabilità delle auto raggiunge livelli molto alti) e a possibilità di lanciare missili o bombe contro le altre auto rende il gioco molto avvincente, anche perché, pure dopo esplosioni e voli in aria, il nostro kart è pronto a ritornare in pista.

Al momento il gioco offre undici personaggi (fra cui Tux, la mascotte del kernel Linux, o Wilber, la mascotte di The GIMP), diciassette piste di varia lunghezza e quattro modalità di gioco: Gran Premio (che in realtà è un campionato come quello di Formula Uno), Corsa veloce (su una sola pista), Cronometro (una sola pista senza avversari) e Insegui il kart (una simpatica variante, il cui obiettivo è arrivare…secondi!). Ovviamente è disponibile la modalità multiplayer.

Se dopo averlo provato ne rimarrete entusiasti, tenetevi forte: come vi ho già detto SuperTuxKart è arrivato appena alla versione 0.5, e molte nuove feature sono fra gli obiettivi degli sviluppatori (fra le più gustose, aumentare l’autenticità delle corse, aggiungendo attriti in base al terreno su cui si corre, e la modalità per giocare online).

SuperTuxKart 0.5 è disponibile per Linux, ma anche per Windows e Mac. Per quanto riguarda le distro Linux, tuttavia, c’è da dire che non è ancora presente in tutti i repository (che riportano ancora la versione 0.4), quindi inserisco di seguito le istruzioni per installarlo.

Innanzitutto, scaricate i due pacchetti necessari: per le architetture a 32 bit

per le architetture a 64 bit

Quindi aprire il Terminale e digitare, spostarsi nella cartella dove avete scaricato i due pacchetti e digitare

sudo dpkg -i supertux*.deb

L’installazione potrebbe essere interrotta a causa di dipendenze rotte (nel mio caso: libalut0, libopenal0a e plib1.8.4c2). Ho sistemato tutto dando il comando:

sudo apt-get install -f

Al termine dell’installazione troverete SuperTuxKart fra i giochi (in Ubuntu, Applicazioni → Giochi, in Kubuntu Menu K → Giochi).

Non dimenticate che dovete avere abilitata l’accelerazione 3D e la distro deve essere aggiornata.

E ora alcuni screenshot!

Bello, eh? 🙂 Se serve una mano, non esitate a chiedere 😉